Telemark in Italy ®
processo al telemark
Processo al Telemark - Moena 8 marzo 2007
Sabato 31 Luglio 2010

  Home TELEMARK.it
  Capi d'accusa
  Testimonianze
  La SENTENZA
  Invio documenti e prove
  SCUFONEDA 2007

 

Pubblichiamo di seguito le testimonianze pervenute alla segreteria del Processo
Se desiderate intervenire e/o replicare scriveteci

Intervento inviato il: 17/02/2007
da: Marcello Cominetti

Se posso dare il mio modestissimo parere il telemark si è impastato su se stesso per colpa dei gilet di lana (freddissimi ed inadatti), dei bastoni di legno (scomodi, poco pratici e brutti da vedere), e perchè si è voluto farlo divenire una setta che a molti faceva (e fa) paura ed orrore...

L' immagine del beone che scoreggia (indipendentemente da dove si trova) perche ha il tallone libero e se ne compiace sentendosi inspiegabilmente autorizzato a farlo, probabilmente piaceva solo al telemarker convinto ma entusiasma poco eventuali persone che volessero avvicinarvisi.

Ho inziato nel 1982 e per diverse stagioni non ho usato i rigidi anche per fare la guida, ho trasmesso tecnica e passione a persone che oggi sono considerate dei guru, mi sono fatto promotore (ero molto giovane e inesperto) ma quando li ho rimessi (i rigidi) mi sono detto che ero stato un fesso ad avere sciato telemark per tutto quel tempo e ad avere frequentato tutti quegli sfigati che erano fermi nelle loro auto-emarginazioni e che sono ancora la!

Ho apprezzato solo la fatica del telemark perchè è l' unica cosa buona che ci vedo, ma è anche l'elemento che lo fa NON preferire dai più, perchè a nessuno piace faticare inutilmente... trovo patetico presentarsi in Audi Quattro ad una manifestazione e sciare telemark... è solo una posa sostenuta da insicurezze caratteriali e bisogno di appartenenza al branco...

Amo presentarmi alle manifestazioni telemark (le rare volte che lo faccio e comunque vado più forte-cosa che mi diverte ancora-dei telemarker) con i miei talloni bloccati perchè sono convinto che la mente non si liberi assieme ai talloni ma nel pensiero intelligente e nell' apertura verso tutto.

Quindi se un giorno ne ho voglia mi rimetto i telemark ma non rompo i coglioni a nessuno dicendogli che sono un figo perchè mi inginocchio nelle curve e non cerco di rimorchiare alle code con la scusa che mi guardano strano perchè ho gli sci diversi... anzi odio semmai quelli che mi fanno domande stupide.

E smettetela un po' anche voi....

con affetto !

marcello cominetti
UIAGM/IFMGA Mountain & Ski Guide

Nota della redazione. Con una mail che abbiamo ricevuto nella serata del 21.2.2007, Marcello Cominetti aggiungeva quanto segue, che pubblichiamo senza ulteriori commenti e facendo presente ai lettori che non daremo seguito a ulteriori interventi contro l'interessato, per non snaturare lo scopo del "processo":

"Il mio intervento nelle pagine del processo è stato volutamente provocatorio ma vi assicuro che le mie intenzioni sono tutt'altro che contrarie al telemark (ci mancherebbe altro) e semmai le ho rivelate credendo di dare una scossa a un mondo un po' chiuso che è giusto che si possa aprire maggiormente".
Marcello Cominetti

«top»

Intervento inviato il: 20/02/2007
da: Alberto Martello

Non voglio fare il processo al Telemark, ma avendo riportato la frattura delle spine del piatto tibiale del ginocchio sin. in seguito a caduta in discesa a Telemark ed essendo per il futuro cancellato da ulteriori attività sciistiche, ecc., e avendo appena letto sul sito dell' Università di Washington che simili injuries sono proprie della discesa a Telemark, soprattutto con il bilanciamento sbagliato, e molto molto frequenti, INVITO maestri e allievi a prestare molta attenzione e assumersi le proprie responsailità nella diffusione di tale sport, almeno per quel che riguarda il fuori pista.

Comunque buon divertimento.

Alberto, ex ....

«top»

Intervento inviato il: 22/02/2007
da: Rossana Beccari

TELEMARK E NUDISMO

Ho cominciato a fare telemark nel 1991 perchè mi annoiavo mortalmente con i rigidi, le code, la gente in pista ... mi parve una novità divertente ma soprattutto una sfida: dimenticare quasi tutto quello che avevo imparato sugli sci (ore di lezioni buttate al vento!).
Mi sono divertita molto anche per la "eclettica" compagnia che frequentava i vari raduni ... e quando sono diventata abile e con quadricipiti adeguati ho "goduto" a svolazzare sulle piste e in neve fresca con leggerezza.

MA:
il telemark è faticoso e alla gente non piace fare fatica;
con gli sci di oggi qualunque sfigato sa andare forte e si sente figo;
il telemark non è neanche il massimo per scialpinismo;
il telemark quindi non è per tutti come le spiaggie nudiste;

CONCLUSIONE:
quando ho voglia faccio telemark senza tante storie!!!!!!!

Saluti e baci 
Ross Beccari

«top»

Intervento inviato il: 22/02/2007
da: Michele Boschetti

Per Marcello Cominetti.
Io faccio telemark perchè mi piace.
 
Michele Boschetti "Nure"

«top»

Intervento inviato il: 22/02/2007
da: Gian Carlo Piacenza

Assolvetelo !
Mi vien di dire. Ma poi, se ci penso bene, la cosa non mi interessa.
Ho sciato per una vita da rigido, sentendo ogni tanto parlare del telemark.
Quando ho avuto la possibilità di provare l'ho fatto perchè sono convinto che la mente non si liberi assieme ai talloni ma nel pensiero intelligente e nell' apertura verso tutto.
Sono andato avanti divertendomi ,qualche volta con la giacca di velluto e il bastone, altre volte con il goretex e i bastoncini di carbonio.
Mi è piaciuto conoscere gente nuova ai raduni e con tanti ci ho proprio fatto amicizia.
Se tiro le somme dopo 12/13 anni di telemark credo che il bilancio quadri.
Se poi al processo sarà condannato o assolto non mi interessa più di tanto.
Continuerò a sciare telemark, continuerò a rispondere senza sussiego a quelli che mi fanno domande stupide, continuerò a prestare sci e scarponi a chi me li chiederà per provare.
E sopratutto continuerò a non prendermi troppo sul serio.

Un saluto

Gian Carlo Piacenza

«top»

Intervento inviato il: 22/02/2007
da: Paolo Sassi

Rispondo alla requisitoria punto per punto:

1) per non essere il Telemark stato in grado di svilupparsi …
Che si sia sviluppato o meno non mi interessa. Anzi forse si e' sviluppato anche troppo. Mi divertivo con gli sci stretti e mi diverto ora con le padelle stralarghe che ho comprato la stagione scorsa. Che vantaggi ci sarebbero se il telemark si fosse diffuso? La diffusione commerciale lasciamola ad altri sport. Ora come ora se un rigido vuole passare al tallone libero deve sbattersi a trovare l'attrezzatura, capire cosa è meglio per lui, trovare qualcuno che glielo insegna... e poi fare tanta fatica. Se vuole fare telemark deve proprio volerlo da cui la selezione naturale che ci porta al punto 2)

2) per aver il Telemark illuso molti sciatori a tallone libero …
Il telemark non è una filosofia di vita.... ma chi ha una certa filosofia di vita si affascina al telemark.

3) per essere il Telemark stato incapace di sviluppare l’aspetto agonistico…
Perchè? L'agonismo rende una disciplina più nobile? A me come a molti telemarkers, credo, dell'agonismo non gliene frega niente. Non ero agonista quando sciavo rigido, ne quando facevo scialpinismo con il tallone bloccato. I vari salti del letame etc... sono stronzate divertenti e forse proprio per prendere in giro chi basa la propria vita sull'agonismo... l'unica gara che ho mai fatto in vita mia l'ho fatta a Madesimo con gli sci da telemark facendo una gimkana sparpagliata di lettami, grappe e boschetto di pali.... ho vinto una coppa (affettato) e me la sono mangiata!

4) per non essere il Telemark stato in grado di far accoppiare più frequentemente…
Effettivamente non mi sono mai accoppiato durante una manifestazione di telemark... forse è l'unica imputazione giusta! Bisognerebbe accoppiarsi di più !

5) per aver il Telemark illuso le aziende del settore…
All'estero hanno venduto e se continuano a vendere e produrre nuovi materiali evidentemente le ditte qualche cosa ci guadagnano... magari non ci guadagnano in modo esagerato come con gli snowboard o con i rigidi.

6) per essersi il Telemark sviluppato in gran parte tra gli sciatori più emarginati…
Questa mi sembra decisamente debole come imputazione.

Per Marcello: Sei libero di sciare come ti pare ma, usando la tua stessa espressione, di gente che rompe i coglioni su come si dovrebbe sciare, che abborda nelle code sfoggiando sci da 1000euro e abbigliamento firmato, tratta la montagna come un luna park dove si magna e si rutta e si scia come deficienti fregandosene di chi ti scia a fianco... mi sembra che se ne trovi di più tra "voi" rigidi che "noi" telemarkers....  o no? Se non ne sei convinto prova ad andare sulle piste di domenica e sappimi dire.
Non sono un proprietario AUDI quattro e forse proprio per questo non ho ben capito che cosa ci sia di incoerente con lo sciare a telemark... qualche cosa a keffare con la sterzata? Fare scialpinismo con il tallone bloccato e guidare un'AUDI quattro è più coerente?
Per il branko.... vogliamo parlare dei branki di scialpinisti... immagino te ne conosca qualcuno... non credo che sia un problema relativo al telemark e basta.
Immagino che come guida e come frequentatore assiduo della montagna tu ne incontri spesso di telemarkers.... quand'è l'ultima volta che ne hai visto uno vestito di panno con l'alpenstock, "vestito da beone mentre scorreggia"? Io li ho solo incontrati (e in minimissima minoranza) in qualche (neanche tutte) manifestazione. Non mi sembra proprio che i miei amici rigidi abbiano questa immagine del telemark. Mi sbaglio?

Con Affetto,
Paolo Sassi

«top»

Intervento inviato il: 22/02/2007
da: Michele Boschetti "Nure"

Rispondendo punto per punto a Marcello Cominetti (citato in corsivo):

“Se posso dare il mio modestissimo parere il telemark si è impastato su se stesso per colpa dei gilet di lana (freddissimi ed inadatti), dei bastoni di legno (scomodi, poco pratici e brutti da vedere), e perchè si è voluto farlo divenire una setta che a molti faceva (e fa) paura ed orrore... “
Non credo sia l’unico motivo.

“L' immagine del beone che scoreggia (indipendentemente da dove si trova) perche ha il tallone libero e se ne compiace sentendosi inspiegabilmente autorizzato a farlo, probabilmente piaceva solo al telemarker convinto ma entusiasma poco eventuali persone che volessero avvicinarvisi. “
E’ a prescindere una questione di rispetto.
Etichettare il telemarker come un ubriacone “scoreggiatore” non mi sembra affatto giusto e sinceramente trovo questa generalizzazione poco intelligente, oltre che irrispettosa.
Ma scusa, se a scoreggiare è uno sciatore allora le cose cambiano??? No? Allora non tirare fuori il telemark. Di sicuro alle feste a volte si esagera, ma sei mai stato ad una cena di una squadra di calcio? E ad una festa degli alpini? Ad un raduno di moto? All’oktoberfest? ……

“Ho inziato nel 1982 e per diverse stagioni non ho usato i rigidi anche per fare la guida, ho trasmesso tecnica e passione a persone che oggi sono considerate dei guru, mi sono fatto promotore (ero molto giovane e inesperto) ma quando li ho rimessi (i rigidi) mi sono detto che ero stato un fesso ad avere sciato telemark per tutto quel tempo e ad avere frequentato tutti quegli sfigati che erano fermi nelle loro auto-emarginazioni e che sono ancora la!”
E’ una questione di stimoli, le cose a volte si fanno perché si ha voglia di farle. Sciare è un gioco, nulla di +. Non è la natura che ci impone di farlo e nemmeno l’istinto, lo facciamo perché ci piace e perché ci da piacere. Nel momento in cui una cosa non ti da più piacere si smette di farla. Punto e basta. Se poi tu te ne penti a tal punto da pentirti di averlo fatto…bhè, sono affari tuoi “POST DAMNUM PENTIRE VALET, MIHI CREDE, NAGOTTAM”.
In merito al non frequentare più certi sfigati… da come ti autocelebri, con quella sorta di finta modestia, non credo che per loro sia stata una grande perdita.

“Ho apprezzato solo la fatica del telemark perché è l' unica cosa buona che ci vedo”
Mi dispiace per te che l’unica cosa bella che hai avuto dal telemark sia stata la fatica, a livello fisico potevi correre spingendo una carriola piena di sabbia e avresti avuto lo stesso risultato, io forse sono stato più fortunato di te e da questa disciplina da “sfigati” ne ho tratto anche emozioni.

“ma è anche l'elemento che lo fa NON preferire dai più, perché a nessuno piace faticare inutilmente... “
In effetti hai ragione, alla massa la fatica inutile non piace. Mi spieghi il concetto di utilità? E visto che ci sei, mi spieghi perché per raggiungere la cima di una montagna ci vai arrampicando? Non è una fatica inutile?
Vuoi fare quello “fuori dal coro” ma alla fine ti allinei con il popolo, va bhè!
A leggere quello che scrivi non mi aspettavo osservazioni più profonde.

“trovo patetico presentarsi in Audi Quattro ad una manifestazione e sciare telemark... è solo una posa sostenuta da insicurezze caratteriali e bisogno di appartenenza al branco...”
Questa te la potevi risparmiare, credo non sia nemmeno commentabile come affermazione…. O forse sono io che non ho capito il sarcasmo.

“Amo presentarmi alle manifestazioni telemark (le rare volte che lo faccio e comunque vado più forte-cosa che mi diverte ancora-dei telemarker) con i miei talloni bloccati perchè sono convinto che la mente non si liberi assieme ai talloni ma nel pensiero intelligente e nell' apertura verso tutto. “
Qui si capisce molto del tuo voler per forza di cose essere diverso, ti piace fare il “diverso” in mezzo ai “diversi”, il massimo della depravazione mentale.
La frase che per anni è stata simbolo del telemark diceva: “libera il tallone, libera la mente”. La virgola indica una divisione nella frase quindi i concetti sono 2, uno dice di liberare il tallone e l’altra dice di liberare la mente. Non significa affatto che chi libera il tallone di conseguenza libera la mente o viceversa. Liberare la mente vuol dire essere indipendenti con il pensiero, forse in un certo senso è il vero significato del termine free-ride, andare liberi, indipendentemente da come e dove si va’. Un free-rider non è “Free” se va fuori pista e non più “Free” se sta in pista, una persona libera è libera sempre. Vuoi sciare rigido-telemark-snowboard-slitta? Libero di farlo.

“Quindi se un giorno ne ho voglia mi rimetto i telemark ma non rompo i coglioni a nessuno dicendogli che sono un figo perchè mi inginocchio nelle curve”
Hai avuto esperienze traumatiche a riguardo? Messa cosi mi metti un po’ di tristezza.

“e non cerco di rimorchiare alle code con la scusa che mi guardano strano perchè ho gli sci diversi”
Mica tutti posso fare i “fighi” esibendo patacche da guida alpina, si fa quel che si può...

“anzi odio semmai quelli che mi fanno domande stupide.”
E questo che cosa centra con il Telemark???

“E smettetela un po' anche voi.... “
Grazie del consiglio, mi hai convinto, ora Mi do al curling.
Sai che idea mi sono fatto? Fai telemark da una vita, malgrado io abbia iniziato pochi anni dopo di te, ne io, ne altri miei amici ti hanno mai sentito nominare. Che sia questo che non ti va del telemark? Il fatto di non essere riuscito a crearti un tuo spazio in un mondo cosi piccolo?
Ci sono stati molti “personaggi” che come delle meteore sono arrivati e poi con la stessa velocità sono spariti, pensavano di diventare delle mezze divinità e una volta sfumato il loro sogno hanno cambiato sport denigrandolo.

Michele Boschetti “Nure” Scufon
(Telemark-Patrol - free-rider per vocazione)

PS: La prima gara dolomitica di free-ride (a cui hai anche partecipato) è stata organizzata da sfigati-scorreggioni-telemarker, la prossima volta resta a casa tua visto che la considerazione che hai di loro è meno di zero.

«top»

Intervento inviato il: 24/02/2007
da: Marco Verzini

C'è poco da aggiungere a quanto dice Sassi. Accenno solo un paio di considerazioni.
Ma davvero c'è da sentirsi in colpa perchè il telemark non è esploso? Davvero ci preoccupa lo stato di salute delle aziende? Davvero ci si vergogna di essere snob?
Per quanto mi riguarda ho cominciato circa una ventina di anni fa, con gli sci da fondo. Preso da entusiasmo addirittura scrissi una piccola guida alle possibilità di sciescursionismo e telemark nel parco dell'alto Appennino modenese, spinto anche dal fatto che in quegli anni lo sci di fondo viveva un breve boom. Poi un amico mi disse: ma davvero ti piacerebbe riempire di gente tutti questi posti dove andiamo solo noi?
Bene, domenica scorsa ero in uno dei posti più belli del parco, solo, stanco, e felice della mia stanchezza e della solitudine. a distanza di qualche valle c'è l'Abetone: la musica sparata sulle piste di discesa arrivava fino a me ed era fortissima. La guida ce l'ho nel PC e quando un amico vuole sapere qualche itinerario gliela stampo. Sì, mi piace essere snob.

Marco

«top»

Intervento inviato il: 24/02/2007
da: Fabrizio Deville

in risposta al Sig. Michele Boschetti

Grazie Michele Boschetti! Grazie!
Carissimi Apo & Chieppetto voglio fare un pò di ounting e confessarvi che non ero proprio sicuro di partecipare alla serata "Processo al telemark" anche se avevo già comunque confermato. Leggendo però la lettera "provocazione" di Cominetti e la risposta "bomba" del Boschetti mi sono convinto del contrario anzi vi dirò di più sosterrò l'accusa con tutte le mie forze e farò di tutto affinchè i telemarker si convincano che l'era telemark è finita!
Ma tornando alle lettere sovracitate vorrei dare alcuni umili pareri al Sig. Boschetti.
Mi dispiace Michele che tu non abbia capito la provocazione del Cominetti, sicuramente si è espresso in maniera genuina, sarcastica ma anche confusa..tipica di chi scrive una mail impulsiva (anche io lo faccio spesso), ma ciò non ti giustifica dal rifilare certe affermazioni un tantino troppo pesantucce. Io non conosco di persona Cominetti (ci siamo presentati una sola volta)...però so il valore che ha....è una Guida stimata in tutto il mondo...persona dinamica e eclettica...insomma un grande Uomo di montagna...cosa che mi dipiace dirti tu non sei (nemmeno io!). Direi che il minimo che potevi fare era avere più rispetto oltre che farti 2 sane risate e rispondere in maniera più brillante, a riguardo ti dico che una risposta d'altro genere avrebbe invitato anche altri a ridere e sputtanare il tutto, facendo così invece hai trasformato un simpatico forum in una rissa verbale da circolo politico di periferia!
Non penso che il Cominetti sia stata una meteora del telemark o che appartenga a quella categoria come tu l'hai descritta, ma al contrario penso che nel telemark ci sia una parte di praticanti che sono stati "rifiutati" da altri sport e che proprio nell'ambiente telemark abbiano provanto a riciclarsi come grandi personaggi o a crearsi una tale figura. Su questo argomento mi impongo uno "STOP" ...ne avrei ma ne avrei da riempire quella famosa cariola che doveva spingere il Cominetti...vero Michele?!
Un'altra cosa che mi ma stupito molto è stata questa... io avevo già scritto su Whiteplanet.it (2004-2005) le stesse cose del Cominetti ma nessuno (nemmeno tu) ha mai replicato, quindi eviterei di firmarmi come telemark-patrol o altro, sembrerebbe quasi che la tua sia la voce di migliaia di telemarker ma in realtà non lo è! Voglio anche ricordarti che per mettere la firma scufon o scufons (o come meglio credi) bisogna esserlo stato! Pagare la tessera non significa appartenere a coloro che hanno creato un evento o un club ma bensì uno stile in primis, uno stile di vita e di rapportarsi con gli altri. Ti assicuro che nessun Scufons si sarebbe mai permesso di paralare al Cominetti in quel modo! Anzi, francamente mi meraviglio che nessuno dello Staff Scufons non ti abbia ripreso!
Fine e grazie ancora a Michele Boschetti.
Ps: lascia stare anche la firma "nure"...o "nuraiev"....che è copyright dei Scufons..chiramente gli original (morti esclusi)
Saluti a tutti e buona Scufoneda. Deville Fabrizio forse anche Lattanzio, con tutte queste proibizioni ho paura che mio nonno si scomodi a dirmi che non posso più usare il suo mitico nome!

«top»

Intervento inviato il: 26/02/2007
da: Ezio Baggioli

Ognuno ha la facoltà di fare ciò che vuole nel rispetto degli altri. Questa è una regola sacrosanta, che consente a tutti di esprimere la propria personalità, il proprio essere.
Nella lettera del sig. Cominetti, traspare una certa mancanza di rispetto ed educazione per chi si è scelto un modo, in questo caso, per divertirsi.
Nella nostra società, al declino sociale, politico ed ideologico, tutti si prodigano per sostenere ed esportare una linea di pensiero che, spesso e volentieri, passa sopra a coloro che dissentono con la forza della sicumera, quale si evince dallo scritto in questione.
Comunque non amo polemizzare. Lo trovo banale, senza alcun fondamento, se non quello di nascondere la sindrome da Pollicino.
Sono solo un appassionato di montagna. Uno come tanti, ne più ne meno. Uno di quelli che spesso si è trovato ad avere il supporto di una guida per poter godere di suddetto ambiente. Mi spiace, che una guida che si è costruita una reputazione di ottimo accompagnatore, scenda a simili livelli di maleducazione.
Io, non ho preclusioni per nessun diverso, che sia di colore, gusti sessuali, stili e scelte di vita e soprattutto di sport. Non sto a sindacare le preferenze dei singoli: liberissimo di sciare anche con un pùlki, ciò che conta è divertirsi.
Se non siamo in grado, tutti quanti, di capire questo vi meritate un mondo fatto di guerra. Io, a mio malgrado la guerra quella vera l’ho vissuta. Sono tornato a casa e non voglio più sentire o leggere idiozie su superiorità presunte, esportazione di valori e prosopopea stilistica (nel senso di sentirsi sempre nel giusto).
Faccio telemark perché mi diverto. Se non mi divertissi, mi darei allo sci nautico, alla vela oppure alla guida in circuito con la Carrera 4 (devo concordare che andare a sciare con l’AUDI è da sfigato, sai com’è, un pochino troppo da vil parvenu).
Ricordatevi, che la diversità è un bene.
Vi vedete tutti uguali, con il vostro fine settimana codificato, talebani del nulla, pronti a lamentarsi per tutto. La politica, le donne e la neve. Take it easy, altrimenti qui un cancro al fegato (non a causa delle polveri sottili o dell’uranio impoverito) non ce lo leva nessuno.
Buone curve a tutti,

Ezio Baggioli

«top»

Intervento inviato il: 26/02/2007
da: Michele Boschetti

Ma guarda che il mondo è proprio strano. Intervengo a "difesa" del telemark-scureggiun-ubriacun e chi mi trovo a prendere le difese dell’accusatore? Il Deville, ovvero l’icona del telemark rustico, il professionista del’Après-ski. Ed io che pensavo che Mr. Cominetti, nella sua "pittura" del telemark si fosse ispirato proprio a te J.
Chiedo perdono a tutti se non ho compreso il tono sarcastico facendomi sfuggire la sottile provocazione. Mi risulta che non sono stato il solo, vista la quantità di mail giunte a telemark.it e che per non sollevare troppo polverone non sono state pubblicate (giustamente). E tu non ti offendere se non ho commentato il tuo articolo su Whiteplanet.it, non l’ho fatto solo perché al tempo non l’ho letto... Accidenti, mi è sfuggito... managggggggia!!!!... Hehehe!!!
Per quanto riguarda il mio soprannome, ho delibera firmata per l’utilizzo illimitato e la firma è fatta di pugno dallo Scufons Original che l’ha coniato, quindi la questione copyright è risolta J
Salut’ a tutt’ e al prossimo après-ski!!!!

Michele Boschetti "Nure" (Scufons NON ORIGINAL)

«top»

Intervento inviato il: 26/02/2007 (da Niseko - Giappone)
da: Paolino Tassi

Cari Amici Telemarkisti:
che 2 palle, ma quante seghe mentali...
Ma come si fa a fare un processo al telemark?
E poi al povero Marcello che voleva solo provocare una discussione?
Forse il punto e proprio questo, siamo troppo permalosetti e poco sciatori....
In questo momento mi trovo lontano e ci sono un sacco di sciatori a telemark ( e non solo) e tutti pensano a sciare, a godersi la neve ed il tempo libero senza troppi pensieri. Insomma più genuflessioni che riflessioni, d'altronde l'inverno è fatto per questo, c'è tutto il resto dell'anno per pensarci !
Credo che nella migliore delle ipotesi tutti abbiamo 2 paia di sci e di scarponi a casa ( vostri o dei vostri/e ex) quindi lascite perdere la tastiera del computer, prendete tutta l'attrezzatura da telemark che avete e andate nella stazione sciistica più vicina a casa e trovate qualcuno o qualcuna con la faccia simpatica e gli chedete il numero di piede ha (ci vuole culo). Poi, se combacia, alla vostra aspirante cenerentola gli fate provare il telemark.
Se domani tutti facciamo così già in poche ore potremmo essere il doppio. Magari le aziende non ci guadagnano niente, probabilmente neanche vi accoppiate, quasi sicuramente se avete una audi 4 ve la rubano, ma avete la possibilità concreta di regalare un sorriso ad una/o sciatrice/ore. La ricetta è semplicissima.
Semmai sono i telemarkisti a dover essere processati: quelli che dichiarano morta una passione, quelli che si son fatti da parte sputando sul piatto dove hanno mangiato, quelli che odiano l'inveno, quelli che pensano che sia solo faticoso piegarsi su questa manna che ogni tanto arriva dal cielo: la neve!
La passione non muore!
E se per caso qualcuno la tradisce...cazzi suoi non sa cosa si perde!
Io , e non solo per fortuna, me la godo.

A presto
Paolino

«top»

Intervento inviato il: 01/03/2007
da: Mariano Valcanover

Processiamo il telemark o i telemarker ?
Facciamo il processo al telemark: che lo condanniamo, lo assolviamo, rimane il Telemark con la sua storia e la sua evoluzione.
Facciamo il processo ai telemarker, perchè non hannno saputo diffonderlo alla massa, o perchè sono ruttatori e scoreggioni come afferma qualcuno?, non vorrei che il dibattito scendesse al livello demenziale e diseducativo di molti "processi e tramissioni televisive".
Partendo da fatti concreti. In Panarotta in dodici mesi i telemarker sono passati da 4 a 25 (quelli che dopo aver provato hanno speso i molti euro che costa l'attrezzatura). Alla manifestazione del 17 e 18 più di 60 sono i "normosciatori" che si sono tolti gli scarponi e si sono infilati le scarpe da telemark e hanno provato le sensazioni della sciata in piega.
Quelle sensazioni che si provano ma che non si possono spiegare: in pista, fuori pista, in fresca in salita ecc.
Forse con un pò di umiltà, mettendo a disposizione attrezzi usati e un po' di tempo, ossia rispondendo con fatti concreti alla damanda: è difficile, si fa fatica ecc. mettiiti li scii che ti porto a fare alcune pieghe.
E' chiaro che per molti "con la puzza sotto il naso, o il fighetto dell'Audi" scendere a certi livelli non è concepibile.
Per me il bello del telemark è che ognuno lo interpreta come vuole e come lo sente.
Discutiamo seriamente invece di organizzare i vari Raduni in modo programmato (senza doppioni) con una forte presenza di attrezzature da mettere a disposizione di chi vuol povare.

Mariano Valcanover

«top»

Intervento inviato il: 01/03/2007
da: Stefano Vegliani

"Che bufera!" direbbe Maurizio Mosca che siede qui a fianco. Piego le ginocchia e mi diverto. Mi divertono i raduni perchè anche se non ci accoppia (conosco però una coppia che si è conosciuta alla skieda) c'è un sacco di gente simpatica con cui si sta bene. Qualcuno è tra gli intervenuti.
Ho cominciato nel 1996 in Norvegia perchè mi sembrava il posto giusto (si è snob, lo so!) e non ho mai più smesso. Giusto quest'anno mi sono un po' irrigidito perchè quando c'è poca neve e dura non è divertente.
Se fai telemark non ti annoi troppo quando vai a sciare con la tipa che non è una sciatrice provetta. Ti diverti anche con il bocia alle prime armi.
Gli sci sono leggeri da portare.
Se non avessi fatto telemrk non avrei mai visto Lattanzio arrivare in bici e con la valigia di cartone a Livigno. Che Spettacolo!
Il telemark è contrario alle arrabbiature e non capisco chi se la prende tanto.
Il boom non c'è stato? E chi se ne frega. Io sto bene così.
Grazie di esistere

Stefano Vegliani

«top»

Intervento
di: Matteo Ghiazza

Ciao Ragazzi, il mio nome è Matteo Ghiazza, qualcuno di voi magari mi conosce...
insieme a Claudio Piccioni e ad alcuni altri telemarkisti scotennati ho fondato alla fine degli anni '80 la Federazione Italiana Telemark, abbiamo partecipato per alcuni anni alle gare internazionali e abbiamo organizzato gare nazionali. Nel 1993 abbiamo organizzato a Courmayeur i Campionati del Mondo con un grande successo di pubblico e di atleti. 13 nazioni partecipanti, 150 atleti, prima conferenza internazionale sul futuro del telemark. Per quattro anni l'Italia grazie al nostro impegno è stata la sesta nazione al mondo nelle classifiche internazionali dietro solo alle storiche Norvegia, Finlandia, Svezia, Stati Uniti e Canada.
Personalmente mi sono classificato per cinque anni consecutivi tra i primi venti ai Campionati del Mondo dal '90 al '94. Negli stessi anni sono stato anche membro del consiglio dell'International Telemark Federation in rappresentanza dell'Italia.
Nel '92 mi sono reso conto che il regolamento dell'ITF era debole e lacunoso, facendo tesoro della mia esperienza nell'ambito dei regolamenti agonistici dello sci acrobatico mi sono messo a riscrivere una bozza di regolamento che ho sottoposto al consiglio dell'ITF. Nel '93 è stato creato un comitato per la creazione di un regolamento internazionale di cui facevano parte un norvegese, uno svedese, uno statunitense e il sottoscritto.
Nel '94 l'ITF decide di entrare nella FIS! Io sono stato uno dei maggiori sostenitori di questo passo che consideravo fondamentle per lo sviluppo del telemark. Non ritenevo che avessimo la stessa forza dello snowboard per poter sostenere uno scontro tra federazioni, anzi ritenevo che entrare nella FIS avrebbe giovato a tutti.
Invece li è cominciato il casino! Ci eravamo lasciati all'ultimo meeting dell'ITF con l'accordo che, mentre l'ITF avrebbe iniziato le pratiche con la FIS, ognuno avrebbe contattato la propria federazione nazionale. Io sono andato in Via Piranesi a trovare il Professor Contento, gli ho spiegato ciò che avevamo fatto come Federazione Italiana Telemark e come ITF. Quando l'ITF si è riunito per coordinare il passaggio è successo il solito pasticcio all'italiana. Al mio posto la FISI ha pensato bene di mandare un certo Luca Gasparini credo per motivi politici, visto che in quel periodo la Valle d'Aosta era mal accettata all'interno della Fisi, mentre la Valtellina era molto ben piazzata.
Io, che nel frattempo avevo deciso di smettere l'attività agonistica, ho abbandonato la Fisi e il Telemark e mi sono dedicato ad altro...
A mio avviso il Telemark rimarrà sempre uno sport di nicchia per una serie di fattori:
a) è tecnicamente difficile.
b) è fisicamente impegnativo
c) è in controtendenza rispetto all'evoluzione degli sport invernali che vanno verso la velocità e l'acrobazia sempre più esasperate.

Matteo Ghiazza

«top»

Intervento inviato il: 04/03/2007
da: Sergio Camolese

Cari piegati,
desiderei fare una replica dopo aver letto le diatribe precedenti con distacco tipico di chi arriva quando la rissa è finita...
Se quella di Marcello era una provocazione, francamente lo stile non era sempre impeccabile.  O si sa scrivere come la Litizzetto oppure non c'è da stupirsi se arrivano logiche reazioni come quelle di Michele, quindi in un processo ideale non condannerei nessuno, anche se fare il Materazzi aiuta a diventare Zidane...
Credo che il piacere egoistico di questa missiva sia il fatto che quasi nessuno sappia associare la mia faccia al mio nome , eppure io ho iniziato il telemark per noia del rigido, per un po' di esibizionismo, per accoppiarmi di più (e ha funzionato 1 volta sola, ma bene, dato che ora siamo sposati) e per la voglia di provare a fare tutto quello che sembra essere divertente, nel lontano 1991. Due anni dopo ho conosciuto il Paolino in cima alle Tofane e mi ha spiegato con estrema pazienza come venire giù vivo (ma sono certo che lui non si ricorda), ho avuto il piacere estremo di essere adottatto (dato che all'epoca di piemontesi piegati ai raduni ce n'erano da 2 a 5) dal club di Cortina, ho guardato da spettatore "sfigato" (non ho patacche, nè trascorsi agonistici, nè carisma riconosciuto etc..) tutto quanto è stato elencato in queste 10 pagine che mi sono stampato (gli ambientalisti mi perdonino....).
Ho vissuto tutto ciò in una "vita da mediano", divertendomi e basta, e conoscendo gente che nel mondo dei rigidi avrei faticato a conoscere.  Per questo non so se ha senso fare il processo al telemark, decretarne la presunta morte o obsolescenza o meno, credo che la più grande verità letta oggi fosse quella di Paolo (Sassi - ndr): "il telemark non è una filosofia di vita, ma chi ha una certa filosofia di vita si fa affascinare dal telemark".
Mi sbaglierò, ma la maggioranza dei piegati la pensa così.
Non trovo nemmeno certezze sul fatto che l'allargamento del telemark fosse auspicato da tutti e quindi mi sa tanto che i capi di imputazione sono molto deboli....
Saluti dal quel vecchio rincoglionito con il maglione con la V bianca (tipo maglia Brescia) che si stampa di faccia a un telemark celebration di tanti anni fa.....

«top»

Intervento inviato il: 05/03/2007
da: Dario Dal Mas

B'è non sono molto d'accordo su molte delle affermazioni qui sopra, non so con che gente andate a far telemark! Io quando vado a fare due pieghe lo faccio per divertirmi (e il più delle volte riesco anche a controllare i problemi di flatulenza), penso che il telemark imponga meno vincoli di tecnica, abbigliamento, ecc.. e permetta a tutti di esprimersi a proprio modo e di provare nuove tecniche anche se improbabili. La mia esperienza personale è che fino a quando non ho provato, mi sembrava una cosa strana, una volta provato ho smontato tutti gli attacchi rigidi e non per disprezzo ma perchè non ne sento la mancanza e mi diverto di più col tallone libero!
Il telemark non si diffonde perchè non c'è gente che ti fa provare, non trovi noleggi, non trovi attrezzatura usata, c'è uno scarso interesse commerciale e perchè molti vanno a sciare per far vedere la tuta nuova o gli sci costosi ecc... e non per divertirsi.
Sono convinto che il telemark non deve diventare uno sport di massa! Lo fa chi ha voglia di farlo con i suoi pro (eleganza,sensazioni, ecc..) e i suoi contro (fatica, gente che ti addita come strano ecc...) sarebbe bello però dare la possibilità a tutti di provarlo e poi ognuno decide pillola blu o pillola rossa....
Caro Alberto mi spiace che tu ti sia fatto male ma sono cose che capitano anche con i rigidi e lo snow (basta leggere il giornale) e se hai superato il limite è un problema tuo non del telemark! Ti dirò di più sciando rigido arrivavo a casa con le ginocchia gonfie da quando faccio telemark non mi è più capitato!
Processate pure il telemark ma se lo condannate fondo subito l' N.R.T. (nucleo di resistenza telemarkista)

Dario Dal Mas
Gruppo telemark Dai che 'ndon

«top»

Intervento inviato il: 05/03/2007
da: Massimo Braconi

Complimenti a Matteo Ghiazza...non sapevo ci fossero persone così titolate. Ma hai fatto tutto ciò perché ti divertivi o aspiravi ad una cadrega...?
Scusa non voglio assolutamente provocarti ma concordo con quanto detto da Paolino Tassi di cui condivido l'intervento. Pochi ma proprio pochi sciano senza distinzione di attrezzo per il puro piacere di divertirsi, neanche io. Negli anni sono cambiate le attrezzature e purtroppo anche le nevi, ma di fondo rimane il fatto di mettersi in discussione e di fare anche della fatica e, perché no, anche di spaccarsi qualche osso fa parte del gioco. Proprio i bimbi ci insegnano che quando si gioca si ride e ci si diverte si vorrebbe che le giornate fossero infinite.
Anche io dopo tanti anni me la godo e spero di godermela ancora per molto.
p.s per quanto riguarda le accrobazie credo non ci siano limiti.
Per potersi divertire e ridere non è stato ufficializzato ancora da un qualsiasi organismo un livello tecnico.

Un salutone a tutti
Brac

«top»

Intervento inviato il: 07/03/2007
da: Enzo Venerandi

Vorrei  dare anch’io un piccolo apporto alla discussione, forse originale in questo ambito, in qualità di praticante di sciescursionismo prevalentemente  appenninico.  Pratico da anni e devo dire sempre con maggiore divertimento, specialmente dopo aver appreso la tecnica del telemark,  soprattutto dopo che lo stile del Telemark Italiano è stato codificato e la sua didattica razionalizzata.
Voglio quindi in primo luogo spezzare una lancia per chi si è preso la briga di studiare, sperimentare, verificare e diffondere questo nuovo stile, con passione, a volte guadagnadoci ma spesso rimettendoci del proprio, dando la possibilità a chi va in giro per le valli e gli altopiani degli Appennini con gli sci a tallone libero, anche di salire sulle cime dei monti con la coscienza di poter scendere con maggiore sicurezza e divertimento. In secondo luogo la “scoperta” del telemark nel centro-sud da parte degli sciescursionisti sta aprendo negli ultimi anni delle prospettive nuove per la pratica e la diffusione del telemark, visto sempre più come logica e naturale evoluzione dello sciescursionismo così ampiamente diffuso sulle nostre montagne.
Parafrasando un celebre slogan: Sempre più in alto col Telemark Italiano!       

Enzo Venerandi

«top»

Intervento inviato il: 07/03/2007
da: Luca Gasparini

L’ho sempre sostenuto e lo sostengo anche oggi, nonostante tutte queste email piuttosto negative: il telemark c’è e cresce. I giovani ci sono e sciano, i vecchi resistono perché sanno quanto bello è farlo ma soprattutto mi chiedo e chiedo a tutti: quale altra disciplina dello scivolare sulla neve ha inventato e inventa festival, incontri, discussioni, film e oggi addirittura un “processo”. Solo il telemark. Che poi per autolesionismo o italianità andiamo a spaccare il capello in 5 questo non è colpa del telemark. Sicuramente è la ripetitività ciò che stanca. Sempre festival dai due o tre ingredienti; sempre a spaccare il capello in 5? Un po’ di tutto, ok!!! E evviva chi ha ancora l’inventiva e la voglia di inventarsi soggetti e temi quali il “processo”

Luca Gasparini ancora  a piede libero – forse per ancora poche ore – ma sicuramente a tallone libero

«top»

Intervento inviato il: 08/03/2007
da: Alvaro Merolle

Ho letto con attenzione gli interventi e li ho trovati tutti interessanti, anche quelli che non condivido. Mi limito solo a qualche, spero non noiosa, riflessione. Perché quando si discute si finisce spesso per parlare e giudicare le persone? Potremmo parlare, credo con maggior giovamento per la conoscenza, di quello che le persone dicono, potremmo provare ad argomentare a favore o contro le tesi altrui senza insultare nessuno. Infine, perché nelle discussioni sul telemark, prima o poi, arriva, e arriva sempre, e anche questa volta non è mancato, il saggio che sostiene che le riflessioni sul telemark sono futili o inutili (normalmente l'espressione usata è meno sobria) e che l'importante è sciare e divertirsi e scendere, comunque sia? E perché ce lo dobbiamo sentir dire a ogni pie' sospinto e ogni volta come fosse una grande verità, una sublime perla di mitezza sapienziale? Intanto, perché si ritiene che chi riflette sul telemark non sappia divertirsi?
Perché il divertimento e la riflessione dovrebbero essere due attività umane alternative? E poi ognuno sceglie le regole del suo gioco, per qualcuno la regola può essere ‘scendere comunque sia’, per qualcun altro potrebbe essere ‘scendere in bello stile’. 
È ovvia la
constatazione che, se alcune persone vogliono riflettere su un argomento, pubblicamente e democraticamente, ciascuno può decidere di partecipare o meno. E se uno ritiene che tale riflessione non serva a nulla, può benissimo e più che legittimamente decidere di non partecipare, ma perché  insultare, a volte in modo occulto e sottile, coloro che invece vogliono riflettere? Io ritengo che riflettere sul telemark, come su qualsiasi attività umana, sia utile a capire noi stessi, gli altri e il modo in cui interagiamo.
Mi scuso per la prolissità, per la pletora di domande retoriche e vi saluto con affetto.

Alvaro Merolle

«top»

Intervento inviato il: 08/03/2007
da: Marcello Cominetti

Buongiorno a tutti,
Cazzarola che polverone che si è sollevato... giuro che ho scritto per provocare e l' esito è forse andato oltre... ma alla fine mi sembra che gli interventi sarebbero stati troppo e solamente romantici (e noiosi, anche se non è la stessa cosa-prima che qualcuno mi riprenda...-), mentre invece hanno mostrato il dovuto "pepe" che solo l' ironia (per chi ce l' ha... e non è da tutti averla) sa mostrare in questi casi.
Ero indeciso sul venire stasera a Moena o no, ma a questo punto verrò di certo, se non altro per spiegarmi (se serve e se a qualcuno interessasse mai) con certi che hanno travisato le mie parole e mi dispiace.
Concordo con Paolino Tassi... infatti scio tutti i giorni senza lamentarmi della stagione avara di neve (perchè il vento l' aveva ammucchiata tutta prorio dove andavo io, si vede...) semplicemente perchè mi piace.
Le sette, le società, le tessere, i partiti, sono sempre esistiti e qualcuno li ha sempre resi possibili perchè crede nel branco...
Mi spiace per chi si sente offeso da questo e alla gara di freeride di sabato mi sono già iscritto felice di farlo perchè l' anno scorso mi sono divertito tanto! ovviamente se a qualcuno da fastidio posso non venire, peccato perchè mi piacerebbe farla.
Sono tanto ignorante da non distinguere in questo "processo" l' accusa dalla difesa...forse perchè accecato dal volermi mettere in mostra a tutti i costi perchè negato dalla nascita per lo sport ma costretto a convivervi perchè divenuto guida alpina (per esibire patacche allo scopo di rimorchiare più turiste possibili) mio malgrado perchè il mare dove sono nato mi faceva paura (infatti non so neppure nuotare) e mio padre mi proibì di fare l' ingegnere già in tenera età garantendomi che da guida alpina avrei avuto vita facile ed aveva davvero ragione.
Maccheccazzo sto a perdere tutto 'sto tempo, io che ho sempre detestato i forum....
cC vediamo stasera, ora vado a lucidare la mia audi A10 e parto... chi transita sul Pordoi si faccia da parte!

marcello cominetti

«top»

Intervento inviato il: 08/03/2007
da: Carlo Bersanti

Avrei voluto partecipare al convegno di stasera a difesa del telemark tradizionale.
Avrei chiesto la parola esordendo «Signori, so che qui tutto è contro di me tranne la vostra personale cortesia», come già disse un illustre uomo tanto tempo fa.
Ma, ahimè, a distanza posso poco.
Vorrei solo chiedere ai vari free riders di essere clementi nel giudicare un vecchio modo con cui abbiamo interpretato la tecnica del tallone libero.
Forse all'inizio siamo stati colpiti  anche dall'originalità degli abbigliamenti e dalla facilità di “imbrancarsi”, giovani e vecchi, maschi e femmine, facendo di ogni occasione, sciatoria o meno, un pretesto per far sciambola.
Ma non per questo ci sentiamo colpevoli: se il telemark fosse stato solo questo, una delle varie tecniche di sci, parallelo, austriaco, francese, cristiania, spazzaneve, … quanti di noi sarebbero stati folgorati ?
Vi porto la mia esperienza di vecchio: dieci anni fa, giusto nel 96/97, ormai 57 enne, pieno di acciacchi, mezzo bionico per le tante parti, anche importanti, eliminate o sostituite al mio interno, ero quasi stufo dello sciare su e giù per piste sempre più lisce, con attrezzature sempre più tecnologiche, con una tecnica che prevede che basta muovere un orecchio per curvare.
Cosa era rimasto  di quel magnifico fenomeno che era stato lo sci: avventurarsi su terreni invernali, scivolare come dei bambini, provare l’ebbrezza della velocità.
Noia. E ancora noia.
A 57 anni vengo quindi a sapere del telemark:  lo vedo in qualche rara presenza sulle piste, lo voglio provare, mi rompo un malleolo in neve fresca, insisto: Mi piace la nuova sfida, mi piace rimettermi in gioco, è un modo nuovo, e nello stesso tempo antico, di vivere l’ambiente invernale,
Il telemark mi ha conquistato proprio per le sue ginocchia esageratamente piegate, per i suoi movimenti opposti allo sci tradizionale, per la sua tecnologia e i suoi abbigliamenti così diversi da quanto propone e promuove il consumismo, la voglia di fare tutto in fretta.

Il telemark sul banco degli imputati ?
Ma siamo matti?

Mettete piuttosto sul banco la voglia di fare tutto in fretta, dallo sci all’amore, il consumismo per cui dovete avere l’ultimo grido degli sci carving con due punte in su, la voglia di primeggiare, di essere meglio di chi sa chi, la voglia di violentare talvolta la montagna, qualsiasi pendio, con la cattiveria dell’uomo.

Sul banco degli imputati il telemark ?
Figli ingrati, che ripudiate chi vi ha permesso 10 anni di  allegria, di eleganza, di libertà
Non vi accorgete che siete sciatori “diversi”, dentro e fuori, grazie proprio a questo benedetto telemak che vi ha fatto diversi
Accuse al telemark !
Quali?
Non si è diffuso e sviluppato ?
Portatemi qualche esempio di cosa si è sviluppato veramente:
il tifo allo stadio
lo sci sulle piste di domenica
le code d’estate nei week end per arrivare a bagnare il culetto nel mare
le scritte dei writers sui muri delle città
il fast food, cioè un panino e via

No, il telemark non è di questa famiglia: il telemark è come una bottiglia di Sforzato della Valtellina: poco diffuso ?  è vero
Isolato, altrettanto.
Ma che vino.! 
Solo per pochi intimi ? forse ... . ma beati loro.
Volete passare all’acqua minerale perché più diffusa , praticamente obbligatoria in ogni ristorante ?
Fate pure. Ma non toccatemi il mio sforzato.
Il telemark non fa audience, ma chi se ne frega.
Il telemark ci ha dato illusioni, ma non è poi detto che in questo mondo concreto non sia bello vivere di illusioni.
Non è filosofia di vita certo, è una tecnica sciistica: ma vivere in serenità con amici, stare lontano dal consumismo, essere semplici anche nello sciare, amare la natura, cercare gratificazione nella padronanza del movimento del proprio corpo, mettersi alla prova, queste cose possono anche essere pratiche di una filosofia di vita.

Richiedo quindi l’assoluzione per il telemark "rustico" perchè il fatto non sussiste.
Io,da parte mia, confermo che continuerò a sciare telemark, con la tecnica imperfetta raggiunta con tanto sforzo, quando sarà il caso mi vestirò alla rustica, cercherò con attenzione maniacale ogni pendio anche lieve di neve fresca per poterlo segnare con le mie tracce, mi terrò un solo paio di sci col quale farò o cercherò di fare ogni sciata, in discesa, in salita ed in piano.
Riflettete gente, riflettete

Un abbraccio a tutti
Carlo Bersanti (Lello in Val di Fassa)

Intervento inviato il: 11/03/2007
da: Mathias Zimmer

Carissimi tutti,
Processo al telemark? Ma io dovrei fare un monumento al telemark! Perchè?
Perchè grazie al telemark ho trovato quella che poi sarebbe diventata mia moglie (Daniela "selvaggia", Scufons di vecchia data) e madre di mia figlia che oggi ha 5 anni. Da quando è arrivata sono diminuite le uscite e con questo? Semplicemente cambiate le priorità, non più attrezzatura dell'ultima ma chissenefrega se ci si presenta con i vecchi T1 neri impolverati ed a rischio rottura?
Amo comunque le poche uscite giornaliere pur maledicendomi a fine giornata per il quadricipite urlante e ormai poco allenato. Al punto che al prossimo Telemarkarnival di noi Talloni Liberi Epicurei mi presenterò da rigido per fare meno fatica ma sempre con la mente libera.

Mathias Zimmer  

«top»

Intervento inviato il: 12/03/2007
da: Richard Veneri

Dopo una vita di sci "rigido", 7 lungi anni di snowboard  o meglio "brega", quasi per caso sono arrivato al telemark.
E fino ad ora sono passati 10 anni ! 10 come le Scufonede  - purtroppo proprio l’ultima me la sono persa :-(
E devo dire un grandissimo grazie a chi mi ha convinto a provare a sciare a tallone libero !
Come a scritto Paolino – chi a provato ha ricambiato sempre con un sorriso !!
E cosa c’é di piú bello di un sorriso o magari di una risata ...
Nonostante a tutto vorrei sottolineare una cosa per me importantissima: il rispetto !!
Il rispetto per chi come noi o diversamente di noi si diverte e riesce a sorridere  !!

chicchi

«top»

Intervento inviato il: 13/03/2007
da: Ulrich Hausmann

Salut!

Non so, ma in Svizzera ogni maestro di sci (che oramai si chiamano maestri di glisse - Schneesport) deve essere capace di insegnare due discipline quali che siano (alpino, tavola, fondo, telemark). Partendo, fra l' altro, dall' idea, a mio avviso non sbagliata, che qualche movimento comune di base fra queste discipline esiste [1]. Per cui, si puo' essere abbastanza certi che ogni scuola di sci con piu' di due maestri ne abbia uno capace di insegnare telemark.

Forse sarebbe un buon suggerimento per il percorso di formazione dei maestri di sci italiani.

Inoltre, forse non e' male segnalare il fatto che il telemark, per certe malformazioni delle ginocchia (per l' usura a causa di troppo carving), e' salutare in quanto e' una tecnica che si' richiede un certo sforzo muscolare ma dall' altro canto non produce nessuna o quasi torsione nelle ginocchia.

Poi, a mio avviso, sarebbe utile pure di non puntare tanto su di una competizione con lo sci fissato in quanto a efficienza e dinamismo ma di mettere in rilievo piuttosto l' approccio generalmente diverso allo sci (fra telemark e tallone fisso).

Io, il telemark, come pure la tavola, non li vedo bene fra i pali ma lo vedo benone in fresca, a freeride e fors' anche le relative competizioni. Che le gare di telemark cambieranno qualcosa del suo image non ci credo proprio.

Tanti saluti,

Uli Hausmann

«top»

Intervento inviato il: 13/03/2007
da: Mario Consonni

La corte è stata troppo clemente: il reo e tutti i suoi adepti dovevano essere messi al rogo. Non esistono giustificazioni per chi si macchia di simili nefandezze.

Mario Consonni
Telemarklub Malenco

«top»