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La
stagione è ormai veramente prossima, e si pone (per chi non
ha avuto la "sfortuna" di dover sciare un sacco anche
d'estate) come al solito il dilemma della preparazione per la stagione
prossima.
Tabelle di allenamento "professionali", consigli dell'amico
forte, elettrostimoli a 380 volts per "pistoni" da panico......
Come al solito le voci sono un'infinità, dalle più
artigianali alle più scientifiche. Di chi fidarsi? A chi
credere? Al pompatissimo col quadricipite tipo lavastoviglie o all'artista
pennellatore ed estroso?
Senz'altro la TEORIA dell'allenamento lascia grande spazio
a moltissime forme di training, dalle più sofisticate alle
più istintive. Non c'è la verità assoluta,
come non può e non deve più esistere l'improvvisazione
totale. Oggigiorno la cosiddetta teoria ci permette di precisare
diverse CARATTERISTICHE e OBIETTIVI cui un certo tipo di
preparazione atletica deve tendere.
Nel nostro caso, il tipo di preparazione fisica dovrà condizionare
al meglio le capacità di forza e di forza resistente
(più avanti F e FR, di elasticità
ed estensibilità muscolare (EL), di equilibrio
(E), di sensibilità all'appoggio (propriocezione
- PR) all'interno di quel gesto specifico che è il
telemark.
Diversamente dallo sci alpino, come tutti sanno nel telemark sono
presenti movimenti di "divaricata sagittale" (un piede
si sposta in avanti rispetto all'altro) che necessitano di adeguata
preparazione in fase di allenamento. I movimenti di piegamento sulle
gambe tipici della preparazione sciistica classica devono quindi
avvicinarsi il più possibile a questo elemento tecnico fondamentale.
È necessario poi considerare gli obiettivi dell'allenamento:
ci prepariamo ad un'attività di durata o di competizione?
Dobbiamo dedicare la maggior parte del nostro tempo allo sviluppo
della forza e della velocità oppure è meglio dedicarsi
a sedute di resistenza? Solitamente lo sciatore medio ha bisogno
di un buon equilibrio muscolare (corretto rapporto tra forza ed
elasticità di un muscolo rispetto agli altri con i quali
deve collaborare per mantenere le migliori condizioni di "funzionamento"
del sistema). Da questo equilibrio si parte con una fase di potenziamento
che deve migliorare armonicamente la capacità di produrre
forza di tutti i distretti muscolari interessati direttamente ed
indirettamente nel gesto specifico. Al potenziamento segue (meglio
se sin dall'inizio all'interno della stessa seduta) la fase di allenamento
della resistenza alla forza, il cui sviluppo ci permetterà
di sciare in sicurezza per le ore che normalmente formano una giornata
di sci. Parte essenziale della seduta devono poi essere esercitazioni
di equilibrio, di controllo motorio e di mobilità articolare
(stretching).
LA PRATICA
La divisione netta (ed antiquata) tra periodo iniziale di solo potenziamento
iniziale seguito da una fase di "trasformazione" non solo
è molto difficile da attuare, ma rischia di provocare ritardi
e problemi di fusione tra i due momenti. Più facile è
pianificare delle sedute a contenuto fisso, che intervengano sempre
su tutti gli elementi che abbiamo appena finito di elencare. Ciò
che deve cambiare è la quantità di esercitazioni di
una specifica qualità rispetto ad un'altra. Inizialmente
prediligeremo il lavoro di forza, che sfumerà poi verso la
resistenza aumentando parallelamente anche il lavoro di tipo più
tecnico e di coordinazione. Sin dalla prima seduta quindi alleneremo
la forza, la resistenza, l'equilibrio, la coordinazione e l'elasticità.
La "scaletta" della seduta dovrà sempre prevedere
(sempre) una fase iniziale di riscaldamento adeguato (stretching,
corsetta, qualche saltello aumentando gradualmente l'intensità)
ed una fase finale di defaticamento (stesse modalità del
riscaldamento ma in ordine inverso, diminuendo l'intensità).
Considerando di iniziare con ottobre (chi ha già fatto un
pò di corsa lenta "istintiva" in settembre avrà
già una piccola base di resistenza che non guasta), possiamo
pianificare il trimestre ottobre, novembre e dicembre nel seguente
modo:
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(la tabella a fianco e il grafico qui sotto indicano
le percentuali del tempo da dedicare allo sviluppo delle diverse
qualità in ogni seduta di allenamento)
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A
questo punto bisogna solo classificare il tipo di esercitazioni
in base alla loro specificità (esercizi di forza, di resistenza,
di equilibrio ecc.). È stimolante poter fruire di diversi
tipi di esercizi per ogni qualità in modo da poterli alternare
per essere più allenanti.
ESERCIZI DI FORZA
Quasi ogni movimento può essere stimolante per l'incremento
della forza, a patto che l'eseguirlo comporti un'impegno massimale
ed un esaurimento abbastanza rapido: se riesco a compiere un gesto
X per più di 10/12 volte di seguito senza grossi problemi,
sicuramente quello stesso gesto, a quell'intensità, non
avrà grossa influenza sullo sviluppo della forza. Attenzione
però a non caricare eccessivamente pensando di diventare
cosi' "fortissimi" in poco tempo: più che altro
agendo in questo modo si può diventare molto velocemente
"rottissimi", perdendo giorni o peggio, settimane preziose
per la preparazione. L'esecuzione deve quindi essere controllata
e volontariamente "faticosa": la fase concentrica del
movimento (quando i muscoli si contraggono accorciandosi, come
quando ci si alza in piedi da una posizione piegata sulle gambe)
deve essere effettuata il più velocemente possibile (alla
massima potenza) espirando; il ritorno, al contrario, deve essere
lento e durare almeno il doppio o meglio il triplo del tempo di
andata. In questa fase ovviamente si inspira. Le serie di movimenti
devono essere comprese tra le 4 e le 6 e fra una serie e la successiva
il recupero deve essere quasi completo.
In questo modo è possibile migliorare le qualità
di forza (specie veloce ed esplosiva) con l'utilizzo di carichi
il più bassi possibile diminuendo cosi' i rischi di incidenti
muscolari o tendinei. Possiamo cosi' effettuare:
1. esercizi con il peso corporeo o poco più (ad esempio,
i piegamenti su una gamba non sono poi cosi' banali come sembrano!)
in posizioni "strategiche";
2. balzi verticali ed in avanzamento, con i piedi in diverse
posizioni;
3. esercizi in contrazione isometrica (senza movimento).
Un discorso a parte va senz'altro fatto per l'elettrostimolazione:
metodica eccezionale se adoperata con criterio: molto pericolosa
se inserita a caso nel programma di allenamento. Comunque in un
prossimo articolo analizzeremo per benino la questione.
ESERCIZI DI FORZA RESISTENTE
Lo sviluppo della forza resistente si effettua con un prolungamento
del tempo di lavoro rispetto all'allenamento della forza, con
una diminuzione dei carichi e dell'impegno profuso. Si eseguono
serie da 20/30 e più ripetizioni consecutive, alternate
a periodi di recupero via via più brevi per adattare l'organismo
alle condizioni di lavoro in stato di affaticamento.
ELASTICITÀ ED ESTENSIBILITÀ MUSCOLARE
Queste due qualità sono tanto importanti quanto poco considerate
dalla maggioranza delle persone che vogliono incrementare per
un qualsiasi motivo la loro capacità di performance. L'elasticità
ha componenti sia di tipo muscolare che nervoso, che per essere
allenate hanno bisogno di stimoli adeguati:
1. pliometria (salti in basso con ritorno esplosivo verso
l'alto, a gambe tese o piegate, con i piedi in diverse posizioni)
2. cambi di direzione, di velocità e di ritmo su
corsa, andature ecc.
L'estensibilità muscolare va allenata con esercitazioni
di stretching, metodica conosciuta ma non sempre ben interpretata.
Eseguendo l'allungamento muscolare teniamo sempre presente che:
1. le posizioni vanno mantenute staticamente (senza molleggiare)
per un tempo che non deve essere inferiore a 1'00" /1'30";
2. il controllo della posizione, del respiro e dell'influenza
di quest'ultimo sulla tensione e sul rilasciamento di tutto il
corpo deve essere assoluto (non dovrei pensare ad altro!);
3. ogni minima variazione di posizione è un esercizio
vero e proprio (non esiste la posizione "standard" che
mi allunga tutte le fibre e le fasce di quel o di quei muscoli):
anche per questo l'attenzione è parte fondamentale di queste
esercitazioni che possono veramente diventare momenti di introspezione
molto profondi.
ESERCIZI
DI EQUILIBRIO
Qui rischiamo di cadere nel banale: sono esercizi di equilibrio
tutte le situazioni che ... ce lo fanno perdere! Tavolette oscillanti,
funi a mezz'aria, esercizi ad occhi chiusi, e chi più ne
ha più ne metta.
ESERCIZI DI PROPRIOCEZIONE
Direttamente collegati agli esercizi di equilibrio, i lavori di
propriocezione devono stimolare il sistema-sciatore ad ascoltare
le proprie estremità (specialmente le inferiori) e ad agire
per raggiungere un obiettivo. Possiamo lavorare su tavolette oscillanti
simulando una sciata a telemark, variare la posizione dei piedi
e la distribuzione del peso su di essi, assumere determinate posizioni
in condizioni di equilibrio instabile ecc.
Questo per quanto riguarda le esercitazioni "a secco".
Chi ha poi ancora tempo (a dire il vero sarebbe meglio se lo facessimo
tutti), può lavorare sull'incremento della "potenza
aerobica", la capacità cioè di sfruttare al
meglio la nostra fonte di energia "pulita" che non crea
accumuli di acido lattico. Il modo migliore, più veloce
ed economico di farlo è quello di sottoporsi ad un test
"di soglia" presso un centro specializzato. Questa valutazione
ci permette di conoscere dati quali la frequenza cardiaca di soglia
o la velocità di soglia, indice dell'impegno fisiologico
ottimale da raggiungere per migliorare la potenza aerobica.
Se
non avete molto ben chiaro il tutto e magari è la prima
volta che avete deciso di fare le cose seriamente, il mio consiglio
spassionato è quello di portare queste brevi notizie ad
un buon tecnico, che dopo avervi testato per benino vi cucirà
addosso il programma che più vi si addice, tenendo conto
di equilibri muscolari, caratteristiche posturali e costituzionali.
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Se
volete, potete anche rivolgervi a me, al seguente indirizzo:
Andrea
Zuliani
33043
Cividale del Friuli (UD) - Via
Patriarcato, 22
Telefono 338 6980108 - Email: clicca
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